I cannabinoidi, le ghiandole di resina delle piante di canapa e di cannabis, sono presenti in maggior misura nei tricomi. Per essere usate in bevande o creme, questi cannabinoidi devono prima essere estratti in concentrati, poi devono essere separati dalle cere e da altra materia vegetale non utile. Per creare estratti ci sono due processi: con solvente e senza solvente.

Con solvente: In questo metodo, viene aggiunto un solvente per dissolvere i cannabinoidi, poi evaporato, lasciando un olio concentrato. I solventi possono essere ulteriormente divisi per polarità. I solventi non polari, come il butano, dissolvono solo i composti non polari della pianta, quali gli oli e gli altri lipidi che costituiscono le teste dei tricomi. I solventi polari, come l’etanolo, estraggono sia i composti non polari che quelli polari, compresi i composti solubili in acqua come la clorofilla. Questi portano con sé forti sapori erbacei; tuttavia, molti composti polari sono desiderabili da un punto di vista terapeutico.

Senza solvente (meccanico): Sfruttando cambiamenti di temperatura o pressione, gli oli di cannabinoidi possono essere separati senza l’uso di un solvente. La distillazione sfrutta la variabilità dei punti di ebollizione dei componenti chimici di una pianta per ottenere estratti molto puri. Il prodotto che ne risulta ha in genere una purezza dell’85-97%.